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Il confine tra Amare e Accontentarsi.


L’amore è quello istintivo, quello che spinge verso qualcuno senza quasi lasciare possibilità di scelta ed è così finché amiamo quella persona e, poi, esiste l’accontentarsi e l’auto-convincersi di aver trovato ciò che cercavamo…
Ma credo che il secondo comportamento sia solo paura e adattamento alla vita…
Non dobbiamo dimenticarci che tutti noi, chi più e chi meno, abbiamo un forte istinto alla sopravvivenza, che comprende benessere e sicurezza…
Credete che l’amore e gli affetti non ne facciano parte?
Non credete che quando vi innamorate o desiderate qualcuno con tutti voi stessi, non stiate in fondo cercando di innalzare il livello della vostra esistenza, ancor prima di quello dell’altra persona?
E lo stesso accade quando ci accontentiamo: stiamo mantenendo uno stato di tranquillità e benessere acquisiti…
Accontentarsi, quindi, porta in sé una forma d’amore, solo se questo significa “accettare” l’altro per quello che è, se invece è solo un auto-convincimento per starsene comodi e non esporsi a rischi, credo che l’amore se ne sia ormai andato in altra direzione…

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7 thoughts on “Il confine tra Amare e Accontentarsi.

  1. Io non lo so…è vero: non ci si dovrebbe MAI accontentarsi nella vita. E dico MAI in ognuna delle sue mille sfaccettature.
    Verrebbe da dirsi, MEN CHE MENO in Amore.
    Però credo che si debba fare una distinzione tra l’amore quello che ti arriva come un pugno nello stomaco, che sembri idiota (big-bang di emozioni, le farfalle nel ventre, ma anche tante lacrime perché “non chiama”, ecc) e l’amore che arriva da un sentimento diverso, come l’amicizia, l’affetto, e che nel tempo si trasforma in qualcosa di più, in qualcosa che poi nel tempo diventa ben più solido rispetto all’amore della “prima specie”.
    Può capitare di vivere grandi amori unici, e tante piccole infatuazioni. Non c’è una legge che regola il nostro diritto ad avere dell’uno e dell’altro
    Se però abbiamo al nostro fianco da anni, è molto probabile che l’amore, qualsiasi fosse la sua ‘natura iniziale’, si sia nel tempo trasformato, mutato, evoluto.
    Non è giusto accontentarsi, ma non è secondo me giusto nemmeno buttare via un rapporto quando le cose non vanno più bene come all’inizio (e ne vedo sempre di più…purtroppo).
    Forse è troppo tardi per me per riuscire a spiegare quello che volevo dire, ma volevo ‘lanciare’ questa riflessione…assolutamente personale e discutibile 🙂

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  2. Aggiungo solo una cosa al volo: con la “scusa” del “non è giusto che io mi accontento” molti coppie scoppiano (o meglio, chi non si accontenta più, fa scoppiare la coppia) e io credo che -magari non sempre- con qualche attenzione in più, con qualche azione di affetto e dolcezza verso il proprio partner, l’amore possa essere rinvigorito, rafforzato, e rinascere con forma nuova.
    Se anche ciò non fosse possibile, allora significa che quell’amore non era destinato a mettere radici…

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    • Ciao Manu, mi fa piacere leggere questo tuo commento.
      Grazie.
      Credo che questo argomento sia così ampio, sfaccettato e diverso a secondo delle esperienze di ognuno di noi, che potremmo disquisirne per una vita intera, considerate anche le volte in cui arriviamo a pensare una cosa e poi, dopo poco, cambiamo modo di vederla.
      Esistono tanti tipi d’amore: per tipologia, per storia, per situazione… considerato poi che, oltretutto, i rapporti e le persone si evolvono nel tempo, inserendo nei nostri pensieri e nelle nostre vite, infinite variabili…
      Questo spiega il fatto che, rileggendo il mio post a distanza di poco tempo, sono d’accordo e non, proprio per le ragioni qui sopra… Ogni pensiero del momento è lo specchio di un preciso istante che sto vivendo e che potrebbe cambiare poco dopo… È come ritrarre un fuggevole istante tra miliardi di istanti…

      Sul discorso dell’accontentarsi o meno: credo che esista una forma d’amore che ti permette di rimanere al fianco di una persona anche quando ti sei accorto perfettamente che l’amore iniziale non c’è più, ma si è evoluto in qualcosa di diverso, che ancora non conosci, ti chiedi che cosa possa essere… Inizialmente, per le tue esperienze, riconosci che “l’amore è un’altra cosa”, ma poi ti chiedi se non può essere anche quello che hai adesso, una mutata forma dello stesso e non sai se semplicemente non lo è più o se ancora non sei in grado di riconoscerlo.
      La mia riflessione nel post si basava proprio sul tentativo di comprendere il confine tra la natura degli esseri umani ( e l’innato istinto di sopravvivenza) e l’amore che, da stereotipo, classifichiamo come tale quando ha la A maiuscola (e i suoi fuochi, i pugni nello stomaco, lo stordimento quando ci si bacia, la sensazione di fondersi con l’altro… che, secondo me, persiste anche dopo la fase dell’innamoramento, se si è in grado di mantenerlo alimentato).

      Le coppie adesso si lasciano forse un po’ troppo facilmente… Tanti magari agiscono in seguito al desiderio di vivere ancora quelle sensazioni paradisiache, alcuni si lasciano comunque, nonostante abbiano considerato la variabile di cui sopra e, nonostante questo, la storia non è andata lo stesso…
      Al giorno d’oggi abbiamo più possibilità di scelta, oltre a pratica, soprattutto mentale… magari i nostri nonni, ma anche i nostri genitori, davano per scontato che l’amore si spengesse pian piano (mica sempre, intendiamoci) e diventasse una forma d’affetto.
      Quello che suscita i miei grattacapi personali è cercare di distinguere se nell’affetto che si genera nel tempo, continui a vivere l’Amore.

      E, quindi, se dentro quell’affetto c’è ancora Amore, vale la pena di viverlo e non significa più accontentarsi, se invece non fosse così, abbiamo diritto e motivazione a cercare di rivivere, eventualmente, l’idillio con una nuova persona o decidere di rimanere comunque…
      Ogni scelta ha il diritto di essere rispettata.

      Più sopra non ho ben capito se fai riferimento all’amicizia, inserendolo tra le forme di amore o se ti riferisci, invece, a quel tipo amore che nasce tra due persone che, da amiche, si scoprono a un certo punto innamorate…
      È un tipo di amore che crea un legame fortissimo, solido…
      Ci si innamora non solo a pelle, ma di tutto di quella persona perché la si conosce già bene…
      Solitamente l’amore irrompe senza sapere dove sta andando e dove porterà, in questo caso irrompe quando abbiamo gli occhi aperti. Vediamo bene quel che abbiamo di fronte e, proprio per questo, ci innamoriamo…
      È un amore che nasce già consapevole.

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