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I limiti del vivere in società.


Vorrei (o forse no?), dovrei ricompormi, cercare di essere più pacata, più composta.

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Ma, all’idea di addomesticarmi, sento subito l’angoscia salire, angoscia e rabbia latente, perché una fiamma che brucia ardente, dovrebbe ridursi a essere un tranquillo fuoco del caminetto?
Una tranquilla e inoffensiva fiammella?

Dentro è tutto acceso, è tutto vivo, nel bene e nel male.

Sto vivendo, assaporando la vita come aria fragrante, che mi entra dalle narici e scende riempiendo i polmoni, con forza e con emozione…

Perché dovrei uniformarmi agli altri?
Perché dovrei mostrarmi tranquilla, pacata, risoluta e, soprattutto, inoffensiva?

Per gli altri?
Per apparire meno esuberante?
Per suscitare meno invidie?

È vero, questa reazione che suscito, nuoce anche a me…
Sono parte di quella tipologia di persone che risulta attraente, ma al tempo stesso, una presenza scomoda, che catalizza troppo l’attenzione.

E, questo, agli altri non piace.

Ma io sono una donna, che si sente davvero tale… e dover rinunciare in certi ambiti ad essere me stessa, ad esprimermi senza filtri, il dover indossare una maschera che livelli la mia personalità agli occhi degli altri è dura.

Un prezzo molto alto da pagare.

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21 thoughts on “I limiti del vivere in società.

  1. “perché una fiamma che brucia ardente, dovrebbe ridursi a essere un tranquillo fuoco del caminetto?”… perché altrimenti lo si chiamerebbe incendio…ovvero “dopo di me solo cenere”

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  2. Iniziamo col dire che, se è vero che “catalizzi”, significa che hai in corpo un gran bel pezzo di filtro “anti particolato”, dono di madre natura ovviamente… ma già sento aleggiare nell’aria… “che culo quella lì…”!!!! A noi però non è dato di sapere tuttestekkose… si tratta di capire quindi se sei euro4/euro5 o hai già in te il germe dell’ euro6. Qualsiasi esso sia, quantunquemente fosse, sarà sempre meglio della nostra “neuro4″ che oltre a ripudiare limiti, confini e righe di contenimento del foglio protcollo non si fanno addomesticare da suoni, colori, proverbi, canzoni, città, fiumi e calciatori!!! Da nessuno mai… le parole che vispamente annaspano nell’intorno nostro non sono gigli… ” ma pur sempre figli” del nostro essere propriamente noi… stessa spiaggia stesso mare mammai pacato… mammai regimentato! Magma involontario disunifotmizzato. Punto.Hpo!

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    • Ciao, mi è piaciuto molto il tuo commento… E mi ha divertito…. 😊
      Non so che euro sono… 😄

      Dici che ciò che abbiamo intorno e viene detto intorno è inevitabile, se siamo noi stessi, e fa parte del gioco?
      Che per te, quindi, è importante essere se stessi, sempre e comunque?!?

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      • Essenziale, non importante… altrimenti nessun equilibrio assume stabilità mentale e fisica. Ma nonsi può ridurre queste convinzioni ad un algoritmo… bisogna riuscire a capire cosa è bene per il proprio animo. Potrebbe anche darsi (come succede per la maggioranza degli esseri viventi oggi) che la cosa più importante sia l’accaparramento a discapito di tutto e tutti, l’egoismo, il menefreghismo e l’assenza di senso civico!! 🙂

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      • Nel bene e nel male, io preferirei che tutti si mostrassero per ciò che sono, il più possibile, e invece interagiamo spesso con maschere… Ma spesso, anche le persone peggiori, si accorgono di avere dei lati personali che definiscono difetti (appunto, egoismo, opportunismo…) e li mascherano finché possono o li usano al momento opportuno.
        Tutti ci limiamo in qualche modo per interagire con gli altri, ma bisogna capire fino a che punto….

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