È arrivata la primavera…

Il mio cuore è malinconico.

Fuori c’è il sole, il verde delle foglie nuove brilla, lasciandolo trasparire e lasciandosi illuminare, ma dentro me c’è malinconia.

In contrasto con la rinascita della natura, sento un masso piccolo e duro, rigido e grigio che non si smuove da dietro lo sterno.

E poi ci sei tu, piccolo angelo, con le tue gote rotonde, che giochi seduta tra le mie gambe, scrutando il giardino, gli alberi, il cielo, le montagne e tutto ti è nuovo, da scoprire, da conoscere.

Avevo bisogno di luce e colori, da far entrare nel profondo e mettere da parte i nodi irrisolti. Voglio godermi la bellezza senza filtri e senza appannature…. come ho sempre fatto e, ora, ancora di più.

Sii i miei nuovi occhi.

Partire senza valigie….

Stamattina, prima di svegliarmi ho fatto un sogno….  
Eravamo io e il mio compagno, eravamo partiti per una settimana di ferie sulle Dolomiti: appena facciamo per scendere dall’auto per entrare in albergo, ci accorgiamo che non abbiamo portato valigie….!! Non ci incolpiamo a vicenda, consapevoli di essercene dimenticati entrambi e quando entriamo in hotel troviamo uno strano lavabo, del quale non comprendiamo il funzionamento. L’albergatore ci suggerisce di utilizzare il lato B della personalità, che è quella che deve essere tenuta idratata, calma e paziente per trovare soluzioni e affrontare le situazioni nuove.

Ecco, sul momento, non avevo dato molto valore, invece questo sogno porta con sé significati importanti…

Il viaggio simboleggia il percorso che stiamo affrontando e il sognare di arrivare a destinazione senza le valigie ma senza preoccuparsene troppo, indica l’affrontare la nuova esperienza senza il bagaglio del passato, senza portarsi zavorre, ma prendendo via via ciò che serve, un modo un po’ sprovveduto, ma immagino simboleggi il tenere la mente aperta, in quanto non ho provato un vero disagio, ma un po’ di timore, che si è velocemente dissolto.

È l’atteggiamento che si dovrebbe avere con ogni nuova esperienza, quando è qualcosa di totalmente nuovo, di mai vissuto.

Mi sento trepidante, curiosa, un po’ intimorita, ma felice.

Non vorrei vivere niente di diverso!

Il mistero della vita, in attesa di te…

È una condizione particolare quella che mi sto trovando a vivere, una condizione unica nel suo genere, nuova e irripetibile se ci si approda per la prima volta, ma sempre nuova e diversa se la si ripete.

È l’esperienza di sentire una piccola creatura crescere, nutrirsi, ossigenarsi col mio sangue e respirare, ancora protetta, in attesa di essere pronta per il mondo esterno.

La vita con i suoi impegni ruba gran parte della mia attenzione, riempiendola di stress, rumore ed emozioni non in linea con ciò che vorrei davvero ascoltare.

Una sera mentre mi stavo addormentando ed i sensi stavano lasciando spazio al rilassamento, ti ho sentito, un piccolo pesce ha fluttuato, ha mosso tante piccole microscopiche bolle formando un’onda delicata, che mi ha risvegliato: non avevo mai sentito prima una cosa del genere ed ho capito che eri tu.

Quando mi trovo tranquilla, osservo la mia pancia che è ancora piccola e pensare che qualcuno stia crescendo lì, che si stia sviluppando e preparando alla vita, porta in sé qualcosa di straordinario, magnifico ed incredibile al tempo stesso.

Porti con te la magia ed il mistero della vita e mi stai trasformando, è qualcosa di incantevole, a cui è difficile credere se ogni tanto non avessi modo di vederti.

Insieme, io e te, ci stiamo avviando verso una nuova era, una dimensione sconosciuta, che purtroppo verrà inquinata dalla società e dalla routine, ma desidero fare il possibile per ritagliare ogni attimo utile per assorbire ciò che di bello posso conoscere e scoprire.

Mamma 💓

Sono selvatica e non c’è niente da fare….

Sono un animale selvatico e credo che niente cambierà davvero questa mia natura profonda, se messa in un ambiente affollato, un po’ resisto, ma l’istinto è la fuga.

  
La voglia impellente di uscire da quel luogo, allontanarmi da quella gente sconosciuta, rumorosa e disordinata nei movimenti.

Una valida salvezza per recuperare l’ossigeno può essere offerta da un campo, un viale alberato nel bosco, dalla vista di un cane che corre e gioca col suo padrone, dall’aria frizzante e pulita della mattina, dal sole che diffonde timido i suoi primi raggi.

Non potete ingabbiarmi, non potete starmi così vicini, urtarmi.

Io sono un animale selvatico e accetto di essere momentaneamente addomesticata solo quando non posso evitarlo, ma credetemi, non ci sarete comunque riusciti.

(Foto scattata il 19 marzo ’16)

Un po’ più su.

È da un po’ che mi sento spenta, fatico ad alzarmi da letto, dove mi sento tranquilla, e posticipo di minuto in minuto l’inizio effettivo della giornata.Una volta in piedi la sensazione scompare quasi immediatamente, mi riduco a fare delle corse pazzesche per arrivare in orario a lavoro, spaccando il minuto.

Ho voglia di piantare i piedi per terra, sono stufa dei giochi che non portano a niente, dei voli pindarici; desidero espandere me stessa, evolvendomi, scoprendo nuovi ruoli, nuovi aspetti della vita.

La routine, i piccoli inutili problemi quotidiani, mi annoiano a morte, mi sento quasi insofferente.

Sento responsabilità, che dopotutto non sono neanche mie: non sono altro che una pedina in un’organizzazione più grande.

Ho voglia di creare un luogo che sia soltanto mio/nostro, che metta il resto in secondo piano, che riduca l’obbligata quotidianità ad una mera necessità per finanziare progetti più importanti.

Sono stufa dei giochi, delle strategie.

Voglio qualcosa di vero, autentico.

  
È per questo che mi sento spenta e intimamente piuttosto apatica?

Sono pronta al piano successivo e se ogni singolo scalino a venire prenderà parte, come un piccolo mattone, alla costruzione di qualcosa di più maestoso, lo accoglierò e lo risalirò.

L’immaginazione.

  

Ci sono mattine in cui ti alzi, accarezzi il tuo gatto, ci giochi un po’, una fugace colazione e poi fuori casa per andare al lavoro.

Ti fermi al semaforo, gli operai lavorano a pochi metri di distanza, abbassi un po’ il finestrino e, oltre il rumore, ti senti rilassata… E ti chiedi cos’è che ti sta dando questa sensazione: è la luce del sole, che ti scalda il viso e chiudi gli occhi per sentirlo meglio.

Il sole d’autunno è diverso , o meglio, è il sole che è diverso a ogni stagione. D’estate è troppo caldo brucia la pelle e gli si sfugge pur di non sentire il fastidio, d’inverno è una manna e rinfranca lo spirito, l’aria è fredda e lui tenta di infonderti un po’ di tepore, a primavera è la luce del risveglio, risveglia la natura e anche noi, d’autunno cerca di coccolarti ancora un po’ dopo l’estate, quando sa di aver un po’ esagerato.

E riprendi i pensieri ispirati dagli avvenimenti della settimana scorsa, discuti dentro di te grandi temi e, chissà perché,  tutto è leggero le azioni sono improvvisamente relative, sfaccettate e niente ti appare davvero giusto o sbagliato.

Ti senti rinfrancata, alleggerita e per me c’è una cosa che rimane sempre vera: che si può sempre ricominciare.

Molte persone pensano che l’idea di ricominciare sia un’utopia, perché non si torna indietro, non si può cancellare gli ultimi eventi, non si possono cancellare gli errori, gli amori sbagliati, le emozioni inattese…

Invece ricominciare richiede un sforzo di immaginazione e di accettazione profonda di noi stessi e degli altri.

Ricominciare significa aver capito delle cose, aver scoperto nuovi aspetti di sé ed avere nuovi desideri.

Chi non ha immaginazione rimane bloccato nelle situazioni, se non a vita per lungo tempo, sono persone che al primo ostacolo pensano sia finita, che non ci sia modo di aggirare l’ostacolo, di passarci attraverso, per continuare a camminare.

L’immagine della montagna difficile da scalare rende l’idea, pensi di essere sulla strada giusta invece improvvisamente ti trovi a un bivio o  forse al punto di partenza  o ancora totalmente lontano da dove volevi arrivare, questo non è un errore, è che semplicemente è la vita che ti porta un po’ dove vuole, ma tu devi cercare il tuo posto e trovare la tua vista migliore.

Ricominciare può essere inteso per le grandi cose e i grandi cambiamenti, ma anche per le piccole, come il cambiamento d’orario lavorativo, di una casa, che io preferisco affrontare come un nuovo inizio, che non come un progredire di fatiche e difficoltà, perché mi permette di mettere da parte le abitudini e di non fare troppi confronti con la situazione precedente.

L’immaginazione è una grande risorsa, perché ci permette di reinventarci ogni volta che la vita ci va stretta o di guardare ciò che stiamo vivendo sempre da un’altra prospettiva, quando quella da cui stavamo guardando ci appare troppo critica.

L’immaginazione non deve, però, illuderci, ma aprirci gli occhi e aiutarci a notare il lato positivo delle cose.

Buona vita!

Case nei miei sogni.

  Se si sa come interpretare i propri sogni notturni, si ha modo di avere uno spunto di riflessione su ciò che stiamo vivendo in un dato momento, capire come stiamo.In queste ultime due notti ho fatto due sogni molto contrastanti.

Nel primo io e il mio compagno avevamo comprato una nuova casa, piccola, ristrutturata, arredata e esteticamente carina, avuta tramite un bando per coppie giovani, dovuto al momento di crisi. Sembrava tutto a posto, ma il mio compagno mi fa notare che erano case senza cappotti termici e soggette ad infiltrazioni.
Nel secondo stavo dormendo e sentivo dei rumori, quando mi alzo mi rendo conto che la nuova camera matrimoniale è stata arredata su commissione del mio compagno con tanti armadi un bel letto e soprattutto è enorme.

Quando mi viene prospettato l’idea di fare un controsoffitto in legno, guardo in alto e questa idea mi soffoca un po’ perché mi rendo conto che una grande parte del soffitto è crollata e lascia intravedere delle strutture bianche dalle quali filtra una forte luce solare, che diffonde un chiarore bianco molto morbido in tutta la stanza.

Era stato un sogno nel sogno, dal quale mi sveglio e mi rendo conto che, invece, la stanza non era stata arredata, ma era comunque enorme come l’avevo vista in sogno. Nel frattempo suonano alla porta: erano arrivate due donne ingegnere venute per cominciare l’opera.
Nel primo sogno leggo la paura di intraprendere qualcosa di grande, come se noi avessimo lasciato la prima casa più grande, perché non potevamo permetterci di mantenerla, per una casa senza protezioni e con infiltrazioni, che mi fanno intendere delle difficoltà.

Nel secondo la visione cambia completamente: mi fa vedere un grande progetto con spazi impensati.

L’idea di chiudere il soffitto con un controsoffitto di legno mi dà un po’ un senso di soffocamento e, nel linguaggio dei sogni, le parti delle case crollate sono specchio delle profonde trasformazioni e cambiamenti che avvengono dentro di noi.

Questa luce naturale così bianca e candida, che entra dalle spaccature, mi infonde speranza come se dalle forti trasformazioni e rotture si possa generare una vita nuova.